Categoria: kurt vonnegut

Recensione di Quando siete felici, fateci caso di Kurt Vonnegut

Curioso. Satirico. Semplice. Sono questi i tre aggettivi che mi vengono in mente pensando a Quando siete felici, fateci caso, in cui Kurt Vonnegut, da vero oratore affronta diversi temi sempre con ironia e mai facendo la “paternale”. Il libro è infatti una raccolta di discorsi di fine anno accademico che l’autore ha tenuto in numerose università americane. Curioso, appunto, perché Vonnegut non si è mai laureato. Lasciò gli studi per arruolarsi nell’esercito durante la Seconda Guerra Mondiale, finendo poi anche in un campo di prigionia. Una volta ripresa l’università, a esami finiti, si vide rifiutare la tesi e quindi decise di accettare un lavoro nelle pubbliche relazioni alla General Electric. Vita piena quella di Vonnegut, di esperienze, di pensieri, di opinioni da condividere con le persone, tramite i suoi libri (la fama arrivò a soli quarantasette anni), ma anche con gli studenti delle università dove teneva i suoi discorsi di fine anno. Spazia molto per quanto riguarda i temi in questo libro, ma qui vorrei sottolineare quelli che, personalmente, mi hanno colpito di più, perché forse li sento più vicini in questo periodo della mia vita.

Innanzitutto la famiglia, l’importanza di partecipare attivamente nella vita di una comunità, piccola o grande non importa, di contribuire a far del nostro meglio per farla crescere e funzionare partendo dalla coppia:

Il vero difetto della moglie, dal punto di vista del marito, potrebbe essere che lei da sola non gli basta. Il vero difetto del marito, dal punto di vista della moglie, potrebbe essere che lui da solo non le basta. Se stabilite che è questo il vero motivo per cui si strillano contro, ditegli di diventare più numerosi l’uno per l’altra entrando a far parte di una famiglia allargata artificiale: come […] l’Associazione Umanista Americana […] o la parrocchia più vicina.

È sempre ironico, sarcastico a volte, quando parla con i ragazzi che ascoltano i suoi discorsi ed è per questo che “da adesso in poi quando scherzo mi toccherò il naso col pollice e farò marameo. […] Se invece vi mostro il dito medio (DITO) significa che Al Qaeda sta per attaccare Spokane.”

Uno dei discorsi che personalmente ho amato di più è stato quello sull’importanza che può avere un particolare insegnante nella vita di tutti noi, una persona che ci ha “resi più entusiasti di essere al mondo, più fieri di essere al mondo.” Quanto sono belle queste parole? Anche la scelta dei termini è a riprova dell’importanza del ruolo di quel determinato insegnante nella vita dell’autore: Vonnegut esorta i ragazzi a dire forte il nome di questa persona e a riconoscerle quanto di bello abbia fatto per noi, per aver contribuito a farci diventare quello che siamo oggi.

Questo mi riporta ad una delle pagine più belle che ho letto finora, non solo in questo libro ma in generale. Una vera dichiarazione d’amore per la bellezza insita nelle piccole ma grandi cose che sono intorno a noi, che fanno parte della nostra vita quotidiana come sentire il profumo di una panetteria, bere un bicchiere di limonata all’ombra di un albero o l’attimo dopo un bacio… Ecco, piccoli momenti perfetti, momenti felici che dobbiamo essere in grado di riconoscere e apprezzare.

Approfondimento

Ho amato molto questo libro. Ho amato soprattutto la meravigliosa semplicità nel parlare di grandi temi ma anche dei più quotidiani, la famiglia, il matrimonio, l’amore per i libri. Vonnegut spazia molto ma proprio per questo parlando di tanti temi diversi riesce, con ironia e leggerezza (nel senso buono del termine) ad attirare a sé molti lettori, dall’intellettuale allo studente. E’ in grado di farci riflettere ma senza essere borioso o pesante. Leggendo mi sono ritrovata a chiedermi: “È proprio così, è cosi che dovrebbe essere.”

Consuelo Tuzio

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Recensione di Guarda l’uccellino di Kurt Vonnegut

E Charley pensò che era un peccato che nessuno potesse continuare ad avere dieci anni per il resto della vita. Se tutti avessero dieci anni, pensò Charley, forse le regole, il decoro e il buonsenso avrebbero qualche possibilità.

Questa racconta di racconti brevi, quasi fulminei, Guarda l'uccellino più altri tredici, è lo splendido, e inedito, regalo lasciato ai lettori da un Kurt Vonnegut giovane, ancora poco noto ma all'inizio di quella carriera che lo porterà a divenire uno dei più grandi autori della letteratura americana. Certo, si riconosce già quel suo modo di raccontare la realtà attraverso lo specchio di  una fantasia illimitata, inquietante e assurda, dove la forma breve della narrazione rende ancora di più l'immediatezza di una fantascienza estrema, che appare ritratta a fotogrammi scattati da una dimensione parallela, tanto da confondersi con il mondo reale. Una sensazione alienante, travolgente, come se stessimo osservando un rapido succedersi di scene paradossali ma, forse proprio perché paradossali, non impossibili.

I  sentieri lungo i quali Vonnegut ci conduce sono davvero infiniti, dal giallo classico alla fantascienza pura, dal grottesco al thriller, dal racconto psicologico al noir, dalla fiaba a lieto fine al dramma, toccando situazioni complicate e contesti eterogenei e intrecciando nella trama del racconto fili di diversa derivazione: politica, storia, filosofia, etica. La sua maestria di grande scrittore sta proprio nell'addentrarsi in questioni difficili, profonde riflessioni, problemi sociali o esistenziali, drammi interiori, comportamenti ambigui e quasi perversi, attraverso la leggerezza di una narrazione emozionante, sempre sospesa tra la realtà, l'avventura e la fantasia.

C'è un tecnico che inventa un "confidente" artificiale e personale, una casalinga che diventa una grande scrittrice e ne subisce le conseguenze, due ricercatori sovietici esperti di formiche e perseguitati dal regime, uno strano tipo di psichiatra e ricattatore, una coppia di ricchi giovani che conoscono la felicità incontrando uno sfortunato genio della chimica, il responsabile di un dipartimento "dimenticato" dall'azienda che scopre la sua grande fortuna grazie ad un'ingenua dattilografa, un marito tradito e vendicato dagli extraterrestri, un temerario medico che riesce ad incastrare un celebre boss della malavita, una donna che si vendica crudelmente di un seduttore della sua gioventù...

Storie brevi, semplici, possibili, ma trasferite in ambienti surreali, arricchite da dettagli, pensieri, momenti in cui la forza narrativa si incrocia con l'impossibile, fino a farne completamente perdere di vista il confine.

L'opera prima di un grande scrittore, da leggere.

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